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Vorrei parlar di libri- parte 2

L'ultimo amore di Baba Dunja

· libro,spaziolibrilacornice,capra,galletto,EDIZIONI KELLER

Questa é stata la notizia della settimana.

Per me, vedere queste capre aggirarsi per le strade di Llandudno, nel Galles, è stata una boccata di aria fresca.

Un po' riottose, un po' bulle, decisamente anarchiche in the Uk, mentre si mangiano cespugli di verde pubblico.

Si meritavano un disegno tutto per loro.

 

Il libro che mi hanno riportato alla mente, però, non c'entra nulla con la Gran Bretagna.

É ambientato a Černovo, a due passi da Chernobyl.

L'est Europa mi piace tantissimo, per diversi motivi: un viaggio intrapreso una decina di anni fa in Romania, il pugile Klyčko, Odessa e La corazzata Potëmkin (scherzo, Odessa è 'Ogni cosa è illuminata', libro e film entrambi bellissimi)... eccetera eccetera.

(Dico che le caprette mi hanno riportato alla mente questo libro anche se lo sforzo non é stato grande, l'ho letto a fine febbraio, poco più di un mese fa.

Dopo aver letto un brutto libro, quello successivo lo fagocito. Quasi per cancellare il fastidio provocatomi dal suo predecessore. Baba Dunja é stato fagocitato, mangiato in un sol boccone.

Una volta iniziata la quarantena, l'ho prestato alla mia amica Vale e, metti insieme queste due cose, si era momentaneamente nascosto in una parte buia della mente; le caprette ci sono entrate e l'hanno ritirato fuori.)

É un libro molto semplice e delicato che racconta, in uno strano parallelismo alla situazione attuale, di come si possa vivere in isolamento.

La differenza tra noi, lamentosi, e la protagonista Baba Dunja é che lei, ormai anziana, sceglie di andarsene dalla "civiltá", tornando a vivere nel paese che a lungo era stata la sua casa e da cui era stata tragicamente scacciata, dopo il disastro nucleare.

Paese fantasma e quasi totalmente isolato, per via delle radiazioni.

Non é vero, però. Baba Dunja non é sola, devo dire la veritá.

Il paese ospita presenze più o meno assurde, tra cui il gallo Konstantin e una capra, di cui però non ricordo il nome, entrambi della grassa Marja, amica e vicina di Baba Dunja.

Nel tempo, altre persone come lei decidono di trasferirsi, isolarsi, liberarsi, a Černovo, chi per un motivo, chi per un altro, consapevoli di poter proseguire lí con la loro esile vita, piuttosto indisturbati.

Succedono cose poi, é ovvio.

É un romanzo che racconta una storia in cui, ad un certo punto, c'é una svolta imprevista.

Quello che è piaciuto a me, più che altro, è la cura che fuoriesce da ogni sua pagina.

Cura per sé stessi e verso gli altri, ricette antiche e tradizionali, infusi fatti con le foglie fresche delle piante di lampone che le mani esperte di Baba Dunja sanno coltivare, cosí come tutte quelle ricchezze della terra che per molti oggi sono quasi dei misteri.

Che siano orti materiali o sentimentali, la terra é e resta bassa, la schiena fa male.

Ci vuole grande pazienza e dedizione perché la cura faccia effetto.

"L'ultimo amore di Baba Dunja" non é una storia felice, ma lascia un'aura di speranza, di chi ha sofferto ma é capace di ricostruire adagio dopo un dramma, si riappropria di uno spazio liberato e lascia andare quello che non si può trattenere.

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