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Vorrei parlar di libri

parte 3

Una frescura al centro del petto

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Mi piace studiare.

Lo scorso anno stavo per iscrivermi di nuovo all'universitá.

Avrei scelto Antropologia in Bicocca ma, essendo una laurea specialistica, avrebbe richiesto dei crediti che non avrei mai potuto ottenere da privatista (statistica).

Seconda scelta, la Triennale di Filosofia, alla Statale.

Stavo per richiedere il riconoscimento del percorso accedemico eccetera eccetera, quando dal telefono è uscito fuori un messaggio whatsapp: "Anna, dobbiamo farlo questo libro. Insomma, non possiamo lasciare perdere e non provarci nemmeno".

Non ricordo le testuali parole, ma il concetto era questo.

Immediatamente sono stata assalita da due emozioni: primo, il senso di colpa, il mio conquilino silente, che ingrassa a vista d'occhio nutrito da zietta empatia.

Mi sono sentita in colpa perché il messaggio arrivava da Sara.

Sara l'incredibile. Chi la conosce lo sa.

Mi aveva proposto di lavorare su una storia scritta da lei. Una storia bellissima, perfetta per me.

La prima volta 6 anni fa, circa.

Il mio sogno nel cassetto é vedere il mio nome su un libro per l'infanzia, nello specifico preceduto dalle parole "illustrato da".

É talmente grande, come sogno, che ha occupato tutti i cassetti, nella cassettiera, si é espanso, come l'impasto quando lievita troppo.

Io l'ho lasciato lí ad ingigantirsi su sé stesso, paralizzata dalla paura di fare qualsiasi cosa.

Non sono mai andata alla fiera dell'illustrazione di Bologna, ho mandato qualche portfolio, anni fa, senza grandi riscontri. Non ho fatto quasi nulla per riuscire nel mio intento. Ho trovato un lavoro fisso, come disegnatrice di tessuti, il cassetto é rimasto chiuso.

 

La seconda emozione quindi é arrivata inaspettata, ed é stata l'euforia.

Stavo per prendere una decisione e, sul più bello, me ne veniva proposta una in alternativa.

Non so se sia questione di flussi incrociati, come nei Ghostbusters, onde energetiche, sincronismo, quarta dimensione..

Leggendo quel messaggio ho pensato: ecco cosa devo fare! È ora, devo aprire il cassetto.

Ho iniziato comunque a studiare, ma non tomi hideggeriani, bensí trattati sul libro illustrato.

Il migliore é stato quello di Silvia Vecchini, Una frescura al centro del petto, edito da Topipittori.

Dire che io l'abbia studiato non gli rende grande giustizia.

Ho estratto ogni singola parola, ogni libro citato, ogni colore, sentimento e tematica approfonditi per farli miei e metterli nei miei progetti.

Non lo considero solo come un libro per "addetti ai lavori" nel campo dell'infanzia.

È una lettura per chiunque cerchi di ampliare un po' i propri orizzonti, avendo raggiunto la consapevolezza che nel poco c'é il molto, nel semplice la ricchezza, nelle storie per bambini metafore di vita per ogni etá.

Cito a mia volta una citazione contenuta in questo libro:

"Se proviamo ad ascoltare le parole dell'infanzia, a sostenere lo sguardo che i bambini ci rivolgono, dobbiamo vedere che l'infanzia rappesenta una critica feroce al mondo adulto e della sua mediocrità, della sua arrendevolezza all'abitudine, alle convenzioni, alle menzogne, alle pigrizie."

G. Caramore, Come un bambino. Saggio sulla vita piccola.

Leggendolo mi sono sentita proprio cosí, come in questa illustrazione.

La mia illustrazione é diventata un ricamo, realizzato da Vanessa di Iello, piccola sartoria!

Eccola QUI!

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