• Cosa faccio tutto il giorno?

    Illustrazioni

    Lavoro principalmente a mano, a tempera, pastello, penna.

    I miei riferimenti sono la natura intorno a me, da cui cerco di trarre la maggiore ispirazione. I miei animali sono spesso antropomorfi, ma mi piace mantenerli piuttosto realistici, senza astrarli troppo dal contesto che li circonda.

    Illustrazione per il concorso Punto d'Inchiostro 2020.

    Tema: Dentro/fuori

    Textile Design

    Ho lavorato a lungo come textile designer per una grande azienda italiana e successivamente svedese, entrando a contatto con l'alta moda.

    La mia conoscenza nel settore mi permette di divertirmi a realizzare tessuti con soggetti meno classici, adatti soprattutto all'abbigliamento per bambini, oppure per adulti che non si prendono troppo sul serio.

    Pattern con soggetto GattiMatti, stampato su jersey di cotone.

    Realizzazione del capo ad opera de La Nana Sartoria

     

    Personalizzazioni e piccola cartoleria

    Lavoro spesso su commissione, realizzando ritratti di persone, animali da compagnia, partecipazioni per matrimoni, biglietti d'auguri..
    Riadatto i miei disegni per creare prodotti di piccola cartoleria, come quaderni, blocchi, carta regalo.

    Illustrazione con soggetto Testa Gigante, un randagio molto affettuoso di una colonia a Varese. Opera su commissione (dicembre 2019).

    Ceramiche

    Ho da poco iniziato a lavorare la creta, realizzando piccole sculture in ceramica, tazzine, vasetti e piccoli gioielli.

    Sono alla ricerca di commissioni e suggerimenti per poter sperimentare questa fantastica tecnica di modellazione

     

    Vasetto con testa di Tigre, realizzato come regalo natalizio.

  • Mi chiamo Anna Canavesi, ma qualcuno mi chiama Cannuzz e qualcun'altro Bic Indolor.

    Quest’ultimo, effettivamente, è il nome che ho scelto di attribuire al mondo che, da dieci anni circa, metto su carta.

    Il nome si rifà ad uno spot anni 80, “Pic...indolor, già fatto??”, che pubblicizzava delle siringhe (siringone, guardarle ora mi fa venire l’ansia) e materiale farmaceutico, la cui caratteristica era incentrata sull’essere più delicate, appunto.

    Bic Indolor va di conseguenza. Non guarisco con una siringa ma con una penna.

     

    Mi piace pensare che il disegno sia, prima di tutto, il mio rifugio, a shelter from the storm, in cui la tempesta è multiforme, ma nasce in primo luogo dalla noia della ‘realtá’.

    I soggetti “Bic” per eccellenza sono gli animali, non solo per un valore estetico ma per una più profonda riflessione,

    sorta dopo aver letto un saggio molto bello di John Berger ‘Sul Guardare”.

    Il tema, o almeno la mia interpretazione di esso, è lo scambio di sguardi non reciproci fra uomo e animale,

    ridotto a presenza muta, mutevole e instabile.

    I miei animali vogliono indossare camicie (nella vita vera sono una textile designer), sciarpette e ciabatte, suonano il banjo e recitano poesie, perché quella distanza incolmabile che il mondo moderno ha eretto nei loro confronti,

    la vorrebbero proprio colmare.

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